Area Investimenti Isole Canarie

Canarie Anno 2018 Informazioni su Normative Fiscali 

Tasse, imposte, tributi, regime fiscale REF, ZEC, RIC, DIC  

BY     InfoCanarie Promotion and Consulting S.L. CIF B35976927  Credits - Dicono di Noi - Recensioni

Articolo aggiornato il 12/07/2018

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Iniziamo questa prima parte informativa evidenziando ancora una volta che le Isole Canarie, in quanto territorio Spagnolo, godono a tutti gli effetti dei riflessi positivi di essere parte dell'Unione Europea; oltre a questo in quanto "Regione Ultraperiferica" hanno da sempre beneficiato di un regime fiscale ridotto rispetto a quello in vigore in Spagna continentale e in moltissimi altri Stati Europei.
Ricordiamo quindi che le Isole Canarie (contrariamente a quanto affermano diversi consulenti poco preparati in questa specifica materia) NON sono “Paradisi Fiscali” e NON sono quindi inserite nella "Black List" di riferimento utilizzata da parte di tutte le Autorità e Funzioni competenti in materia di fiscalità e tributi. Con l'entrata in vigore di disposizioni del Governo Spagnolo, mirate a promuovere lo sviluppo economico e sociale e la diversificazione produttiva dell'area, l'arcipelago delle Canarie (intendendo tutte le Isole: Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, La Gomera, El Hierro, La Palma e Fuerteventura) viene dichiarata Zona Speciale ed offre prospettive interessanti per gli investitori ed imprenditori.

>>> 13/10/2018 BERGAMO / ORIO AL SERIO: MEETING/SEMINARIO PER INVESTITORI ED IMPRENDITORI

L' Arcipelago Canario, Comunità Autonoma facente parte della Spagna, per la sua posizione insulare decentrata e le sue peculiarità (ora classificata dall' Unione Europea come "Regione Ultraperiferica") ha sempre goduto di un regime economico e fiscale più vantaggioso rispetto alle altre Regioni spagnole.
Con la creazione di questa zona a bassa imposizone fiscale e la concessione di agevolazioni, soprattutto di natura tributaria, la Spagna mira a promuovere tale area come centro d'affari internazionale situato all'interno dell'Unione Europea e quindi parte, anche se con alcune favorevoli eccezioni, del Mercato Unico. Le Canarie diventano perciò una piattaforma a bassa fiscalità al centro delle principali rotte marittime ed aeree che collegano l'Europa all'Africa occidentale e all'America Latina.

L’applicazione di meccanismi che prevedono deduzioni fiscali per le piccole realtà imprenditoriali che avranno la facoltà di poter reinvestire la stragrande maggior parte di quanto si dovrebbe versare all’Agenzia delle Entrate sino ad arrivare (realizzando Progetti Imprenditoriali più importanti che possano rispondere a particolari condizioni e requisiti da soddisfare) ad una tassazione pari al solo 4%, sono le migliori condizioni a livello Europeo che si possono realizzare.
Quanto sopra, riferendoci riferito all'aliquota media attualmente in vigore in Spagna per le Società, corrisponde ad un risparmio fiscale di circa il 23%. In virtù dello speciale Statuto di Regione Autonoma Spagnola, pone ancor oggi le Canarie in condizione di offrire, grazie a particolari condizioni fiscali (l' IGIC, che assimileremo per semplicità alla nostra IVA, è pari al 7% applicata ai beni e servizi di quotidiana utilita'), grandi opportunità a chi voglia intraprendere o semplicemente stabilirsi in questo arcipelago.Le prospettive allettanti sono la possibilità di godere di un clima assai invitante, sole tutto l' anno, temperatura media annuale 24°.

Non ci sono spese di riscaldamento e per vestiario di tipo autunnale ed invernale. Questa situazione si riflette anche su una riduzione delle, per noi abituali, spese di conduzione (riscaldamento) e manutenzione sul nostro immobile. Costo della vita contenuto rispetto al trend Italiano e medio dell'Europa.
Alle canarie non c'è smog, sia grazie ad una politica di preservazione dell'ambiente che per la continua ventilazione; inquinamento acque e terreni inesistenti. La tutela dei cittadini canari non riguarda solo la salute ma anche la sicurezza; grazie ad un sistema di prevenzione e controllo la delinquenza e gli atti violenti sono praticamente inesistenti. L'ottimo livello della qualità della vita è infatti una prerogativa molto importante ed apprezzata dagli imprenditori ed investitori.

Le isole canarie sono integrate nel territorio doganale europeo, pur non dovendo sottostare all'applicazione dell' IVA nè di alcuna delle tasse speciali esistenti in europa. L' arcipelago canario gode di un Regime Economico e Fiscale (REF) differenziato che favorisce lo sviluppo economico e sociale delle isole e compensa gli effetti dell' insularità.
Il REF canario contiene una serie di incentivi e deduzioni fiscali relativi alla creazione e sviluppo delle attivitá impresariali, contemplati nella normativa spagnola ed autorizzati dalle istituzioni della UE:

 

Residenza fiscale in Spagna (Canarie incluse) per imprenditori ed investitori (in imprese ed in immobili)

La Legge in parola (sempre la 14/2013 in funzione dell’aiuto agli imprenditori e all’internazionalizzazione) è stata infatti pensata e formulata a favore di investitori ed imprenditori altamente qualificati che effettuino investimenti sul territorio spagnolo; le agevolazioni previste vengono applicate anche ai coniugi e ai figli minori di 18 anni. 

Questo Decreto Regio contempla una velocizzazione dell'iter, stabilendo con carattere generale un termine di risoluzione di 10 giorni per tutti i visti e acquisizione di status previsti; in questo momento prendiamo in considerazione l’ottenimento della Residenza Fiscale in Spagna per Investitori di Capitale e per Investimenti Immobiliari.  

Il visto di residenza previsto da questa legge costituisce titolo sufficiente per risiedere in Spagna per un anno senza necessità di ottenere la “tarjeta de identidad de extranjero” e il suo rinnovo potrà avvenire anche in assenza della maturazione del requisito previsto abitualmente (permanenza, anche se non continuativa, di più di 6 mesi sul territorio Spagnolo) in quanto rappresenta una specifica agevolazione per investitori stranieri o lavoratori stranieri di imprese che hanno fissato la loro base operativa in Spagna. 

Visto di Residenza per Investitori di Capitale (RIC). 

Si identifica come “investimento significativo di capitale” un investimento iniziale per un importo uguale o superiore a 2 milioni di euro in titoli di debito pubblico spagnolo o per un valore uguale o superiore a 1 milione di euro in azioni o partecipazioni sociali di imprese spagnole o depositi bancari in entità finanziarie spagnole. 

Oltre ai requisiti stabiliti con carattere generale, il richiedente dovrà aver realizzato l'investimento previsto, in un periodo non superiore a 60 giorni anteriori alla presentazione della richiesta di residenza, secondo queste modalità: 

  1. nell'ipotesi di investimento in azioni non quotate o partecipazioni sociali si presenterà la dichiarazione di investimento estratta dal Registro degli Investimenti Esterni del Ministero di Economia e Competitività.
  2. nell'ipotesi di investimento in azioni quotate, si presenterà un certificato dell'intermediario finanziario, debitamente registrato nella Commissione Nazionale della Borsa Valori o nella Banca della Spagnola, nel quale risulti che l'interessato ha effettuato l'investimento secondo quanto previsto dalla norma.
  3. nell'ipotesi di investimento in debito pubblico, si presenterà un certificato dell'entità finanziaria o della Banca Spagnola nel quale risulta che il richiedente è il titolare unico dell'investimento per un periodo uguale o superiore a 5 anni.
  4. nell'ipotesi di investimento in deposito bancario, si presenterà un certificato dell'entità finanziaria nella quale consti che il richiedente è il titolare unico del deposito bancario.

Visto di Residenza per Acquisizione di Beni Immobili (RIV).  Informazioni di base e non esaustive

Potranno sollecitare questo visto gli stranieri che accreditino l'acquisizione di beni immobili in Spagna con un investimento di valore uguale o superiore a 500.000 €. 

Oltre ai requisiti stabiliti con carattere generale, il richiedente dovrà dimostrare di aver acquisito dei beni immobili mediante certificazione con informazione continuata di dominio e carichi del Registro della Proprietà che corrisponda al/agli immobile/i.

Detta certificazione dovrà essere emessa tra i 90 giorni anteriori alla presentazione della richiesta di residenza. Se al momento della richiesta l'acquisizione degli immobili fosse in fase di perfezionamento e di iscrizione nel Registro della Proprietà, sarà sufficiente la presentazione della certificazione nella quale consti vigente la presentazione del documento di acquisizione, accompagnata dalla documentazione accreditante del pagamento dei tributi corrispondenti. 

Il richiedente dovrà in sostanza dimostrare di aver effettuato un investimento in beni immobili per un importo pari o superiore ai 500.000€ e che lo stesso sia libero da ogni carico od onere (in pratica abbia investito propri denari e di non aver fruito di un finanziamento, di un muto ipotecario ecc. ecc..).

 

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