Il Clima alle Canarie - Condizioni climatiche Arcipelago Canario - Previsione Meteo Isole Canarie.

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Il clima alle Canarie (ci riferiamo in particolare a Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote) risente degli influssi dei venti caldi e le acque dell'oceano sono mitigate dall'influsso della corrente proveniente dal Golfo del Messico. Il clima risulta quindi sempre primaverile durante tutto l'anno.Questo vuol dire che anche d'estate, ma anche d'inverno, le temperature medie (comprese tra i 18 e i 25 gradi) variano secondo gli schemi qui sotto riportati!. Vogliamo sottolineare nuovamente che la % di umidità è molto bassa ANCHE D'ESTATE e il clima non è certo afoso come in Italia anche durante il periodo di maggior calura come ferragosto.. Il clima nelle singole Isole poi viene influenzato dai rilievi i quali ostacolano i percorsi dei venti provenienti da nord originando due microclimi diversi: fresco unido e piovoso dove i venti arrivano e fanno sentire la loro influenza, secco e soleggiato dove non possono giungere o comunque dove posso scorrere via senza alcun ostacolo.

MeseMedia MassimaMedia Minima
Gennaio 24,5º C 18,0º C
Febbraio 25,0º C 18,0º C
Marzo 27,0º C 18,7º C
Aprile 25,3º C 18,2º C
Maggio 25,7º C 19,5º C
Giugno 27,8º C 20,2º C
Luglio 27,8º C 22,0º C
Agosto 29,5° C 22,5º C
Settembre 27,0º C 21,5º C
Ottobre 26,7º C 21,2º C
Novembre 25,8º C 19,1º C
Dicembre 24,7º C 15,5º C
MeseMedia Generale
Gennaio 19.6º C
Febbraio 18,6º C
Marzo 19,0º C
Aprile 19,0º C
Maggio 19,5º C
Giugno 20,4º C
Luglio 22,4º C
Agosto 22,6° C
Settembre 23,0º C
Ottobre 23,0º C
Novembre 22,0º C
Dicembre 20,0º C

 

Il Meteo - Previsioni Metereologiche - Le previsioni Meteo sull'arcipelago delle Isole Canarie

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Un clima salutare

Sin dal 1800 le Isole Canarie venivano raccomandate dai luminari della medicina Europea come luogo "miracoloso" per la cura di determinate malattie; soprattutto di quelle polmonari, delle vie respiratorie, di tipo reumatico ed epidermico.Relax, salute e benessere è infatti la prima "formula turistica" che diede grande popolarità a Tenerife e diede inizio, per così dire, all'industria del turismo oggi così ben sviluppata, strutturata e organizzata.

Questo spiega il perché del fascino che esercitano queste isole, nello spazio di pochi chilometri gli scenari cambiano moltissimo e frequentemente, e il conseguente apprezzamento da parte di persone che hanno molteplici esigenze ed aspettative tanto da identificare in queste isole il luogo ideale dove trascorrere vacanze, lunghi soggiorni, effettuare investimenti immobiliari per trarne profito e/o per trascorrere parte della loro vita. A Tenerife e Gran Canaria si incontrano inoltre maggiori opportunità di poter individuare e frequentare località poco sollecitate dal vento e quindi più adatte a determinati stili di vita ed ad esigenze per la pratica di hobbies e sports ( Golf in primis ). Le condizioni naturali uniche di questo arcipelago, sono inoltre uno dei fattori che portano molti investitori, imprenditori e professionisti a prendere in esame la realizzazione di un Progetto Imprenditoriale.La ventosità è invece un caratteristica, situazione molto ricercata ed apprezzata dagli sportivi che praticano il Surf, il windsurf il Kitesurf ecc. ecc., che si possono trovare in certe località di Tenerife e Gran Canaria ma più diffusamente in alcune coste di Lanzarote e soprattutto a Fuerteventura.

CLIMA DI TENERIFE

Per prima cosa bisogna ricordare che uno dei fattori più affascinanti dell’isola di Tenerife è che nel suo territorio, a seconda della prossimità alla costa, all’altitudine e all’orientamento geografico e all’esposizione dei venti, si possono trovare ben 100 micro clima diversi.

Come conseguenza della sua posizione geografica, il clima è subtropicale oceanico; quindi generalmente in prossimità delle coste molto mite e soleggiato per buona parte dell'anno, poche sono le precipitazioni abitualmente si manifestano nel periodo ottobre-marzo.

Nelle zone interne il clima varia, come detto, a seconda di diversi fattori e soprattutto del ruolo che svolge il Monte Teide che con la sua mole ed altitudine ( 3718 mt) diventa una naturale barriera per i venti alisei provenienti da Nord e Nord-Est che danno origine a diversi fenomeni come piogge e temporali; tali eventi contribuiscono a rendere verdeggiate il versante nord dell’isola.

Gli altri versanti dell’isola, dove le precipitazioni risultano essere sensibilmente inferiori (tra i 250 e i 150 millimetri l'anno) il paesaggio risulta essere desertico, specialmente nel Sud di Tenerife.

Un ruolo importante hanno quindi i venti alisei (da sempre sfruttati dai navigatori come Vespucci e Colombo) che interessano tutto l’arcipelago delle Canarie.

Un fenomeno inconsueto per chi non vive a queste latitudini è il calima; si tratta di una calura anomala contraddistinta da un vento debole di origine africana; fenomeno che frequentemente si manifesta in primavera e in estate.

Il soleggiamento sulle coste di Tenerife, soprattutto sul versante meridionale, è buono anche nei mesi invernali, ottimo primavera ed in estate; nelle zone interne e sul versante nord non sono rare le formazioni di foschie e annuvolamenti con sporadiche precipitazioni. 

Non è raro quindi che durante una escursione che preveda lo spostamento dal sud al nord di Tenerife si possa riscontrare una ben diversa condizione metereologica e climatica (con circa 6 gradi di differenza tra sud e nord).

Per quanto sopra le consultazioni delle previsioni meteo devono necessariamente contemplare una visura di come sarà il tempo al Nord ed al Sud di Tenerife.

IL CLIMA DI GRAN CANARIA

Per prima cosa bisogna ricordare ed evidenziare che l’isola di Gran Canaria è caratterizzata da circa 100 micro clima diversi; per questo motivo viene anche chiamata “il continente in miniatura”; ciò che rende affascinante quest’ isola infatti è che con brevi spostamenti in auto si possono incontrare contesti climatici ed ambientali assai diversi e contrastanti tra loro.

Il clima che interessa le coste è di tipo subtropicale oceanico; il risultato è un territorio molto soleggiato e temperature miti per gran parte dell'anno,  un'estate temperata ed asciutta mentre le sporadiche piogge si concentrano nel periodo Novembre - marzo.  Nelle zone interne il clima varia a seconda dell'altitudine, orientamento ed esposizione ai venti. Dovuto anche agli importanti promontori che sfiorano i 2.000 metri di altitudine e che quindi svolgono una importante funzione di barriera naturale, i versanti nord e nord-est esposti agli alisei danno origine a fenomeni piovosi e temporaleschi.  Questa parte dell’isola risulta quindi più verde e rigogliosa (adatta anche alle coltivazioni) ed è caratterizzata dal punto più alto: el Pico de las Nieves (1.949 metri). In questa  località e zone circostanti in inverno le temperature sono basse (Temp. Max 10 gradi circa e le minime poco sopra lo zero che a volte di notte scendono sotto lo zero) e per tale ragione a volte può esserci anche la neve; in estate invece le temperature sono assai gradevoli di giorno e fresche di notte.

Nell’area che comprende la città di Las Palmas de Gran Canaria fino a giungere ad Ingenio e Telde e Zona Aeroporto, le temperature diurne sono molto miti in inverno (21 gradi a gennaio e febbraio) e calde in estate.

 Anche quest’isola, come tutte le Canarie, è sporadicamente interessata dal fenomeno del “calima”; si tratta di un vento debole proveniente dai vicini deserti africani, che porta con se anche della sabbia in sospensione, che genera quindi una calura anomala

I versanti meridionali, da San Augustin, passando per Maspalomas / Playa del Ingles, Meloneras, Pasito Blanco, Arguineguin, Patalavaca, Puerto Rico, Amadores, Tauro, Playa del Cura, Taurito fino a giungere a Mogan Puerto e Playa,   sono interessati da rari fenomeni di pioggia e quindi risultano essere aridi e nel contempo molto più soleggiate anche durante i mesi invernali  (ecco il perché l’industria turistica si è notevolmente sviluppata nel sud di Gran Canaria) un cielo limpido spesso contraddistingue le giornate. Da evidenziare che in inverno il litorale compreso tra Arguineguin a Playa de Mogan le temperature sono un po’ più gradevoli ed è meno ventoso.

Per quanto esposto, quindi, le consultazioni delle previsioni meteo devono necessariamente contemplare una visura di come sarà il tempo al Nord ed al Sud di Gran Canaria.

IL CLIMA DI FUERTEVENTURA 

L’isola di Fuerteventura, come dichiara il suo nome, è caratterizzata da forti venti che la investono.  La posizione geografica (subtropicale) e la morfologia dell’isola danno origine ad un clima è molto mite e quasi desertico; inverni con temperature primaverili (Temp. Media 20 gradi) ed estati calde e soleggiate (Temp. Media 27 gradi). Lungo la costa le precipitazioni si attestano al di sotto dei 200 millimetri all'anno, gran parte dei quali cade da marzo a ottobre.

Nelle zone interne di Fuerteventura i promontori raggiungono al massino i 600/700 metri; mancando quindi delle barriere naturali a fermare e far condensare le correnti d’aria ed i venti le piogge sono poco frequenti.

L'isola, come detto, è particolarmente esposta ai venti alisei, che soffiano con costanza tutto l'anno soprattutto nel pomeriggio; per tale ragione Fuerteventura è molto apprezzata  dagli amanti del windsurf, Kitesurf, ed altri sport, eventi e competizioni  e/o attività legate al vento (Festival Internazionale Aquiloni).

Le onde che si generano sono particolarmente apprezzate dai surfisti.

Anche Fuerteventura è interessata dal fenomeno del “Calima”: vento caldo proveniente dai deserti Africani che a volte (a causa della sabbia sospesa) può ridurre la visibilità e provocare un innalzamento anomalo della temperature. 
Il sole splende ed il cielo è terso gran parte dell’anno; in particolar modo nel periodo che va da maggio a settembre.

IL CLIMA DI LANZAROTE

L'isola di Lanzarote, che geograficamente si trova più a nord rispetto alle altre isole, offre un clima molto mite; inverni molto miti e piacevolmente (temp. Media intorno ai 21 gradi), ed estati calde e soleggiate (temp. medie intorno ai 27 gradi). 
Le  piogge sono molto sporadiche e determinate da perturbazioni che attraversano l’isola nel periodo autunnale ed invernale.

Nelle zone interne le alture arrivano a poche centinaia di metri; nei punti più alti i paesaggi sono più verdeggianti e creano condizioni per il formarsi di di foschie e nebbie che condensandosi creano le condizioni per coltivazioni. 
Anche Lanzarote, come tutte le Canarie, è interessata dal fenomeno del “calima”; si tratta di un vento proveniente dai vicini deserti africani, che porta con se in sospensione della sabbia, che genera una calura ed una foschia anomala

L'isola è particolarmente esposta ai venti alisei che soffiano con una certa costanza, soprattutto durante il pomeriggio, tutto l'anno; le onde che vengono generano sono particolarmente apprezzate dagli amanti del surf e della navigazione a vela. 

IL CLIMA DI LA GOMERA

La Gomera è una piccola isola di forma tondeggiante che si trova di fronte alle coste del Sud di Tenerife. Anche in questo caso il clima è subtropicale oceanico sulle coste; quindi molto mite e soleggiato durante la gran parte dell'anno. A La Gomera abbiamo solitamente un inverno molto mite, un'estate calda e soleggiata; le piogge comunemente si manifestano nel periodo compreso tra ottobre e marzo.

Le zone interne sono prevalentemente costituite da colline e montagne, la vetta più alta è il Garajonay (1.487 metri), Parco Nazionale e Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 1986; la zona nord del monte è molto verde, composta da una fitta foresta di lauri ed altre specie autoctone e di vegetazione.

Nelle zone interne quindi il clima cambia a seconda dell'altitudine e dell'esposizione: infatti, i versanti esposti ai venti alisei di nord-est sono interessati da discrete precipitazioni e per tale ragione sono verdeggianti, mentre (come d’abitudine a queste latitudini) nei versanti meridionali le piogge sono più scarse. Anche in questo caso abbiamo una isola suddivisa in due versanti: uno verdeggiante (Nord) ed uno con caratteristiche più desertiche (Sud).

Pure La Gomera è interessata, anche se non frequentemente e solo durante il periodo primavera / estate) dal fenomeno del “calima”, una calura anomala generata da un vento debole (che porta in sospensione anche sabbia finissima) proveniente dall’africa. 

IL CLIMA A EL HIERRO

A El Hierro è la più piccola delle Isole Canarie ed ha una ubicazione più sud-occidentale rispetto alle altre isola. Il clima è subtropicale oceanico (quindi non molto influenzato dalle stagionalità) sulle coste: molto mite e soleggiato per gran parte dell'anno, con precipitazioni che maggiormente si manifestano da ottobre a marzo.

Nelle zone interne il clima varia a seconda dell'altitudine, la cima più alta è il Pico Malpaso (1.501 mt), e dell'esposizione: i versanti esposti agli alisei di nord-est (dunque quelli settentrionali e orientali) ricevono un discreto quantitativo di piogge, spesso si formano foschie e corpi nuvolosi, sono verdeggianti, mentre nel resto dell'isola (cioè lungo le coste e nel versante sud) le precipitazioni sono scarse, così che il paesaggio diventa arido. 

Come per le altre isole delle canarie, anche a El Hierro lungo le coste le temperature sono molto miti quanto gradevoli durante l’inverno, calde in estate.  Le giornate di calima, caratterizzate da caldo anomalo e vento debole, in cui predomina l'aria calda di origine africana, sono relativamente rare rispetto alle altre isole delle Canarie, dovuto alla maggiore distanza di El Hierro dal continente africano; questo fenomeno è più frequente in primavera e in estate.

IL CLIMA A LA PALMA

La Palma è l’isola che si trova nella parte più nord-occidentale delle Canarie, anche in questo caso il clima è subtropicale oceanico (quindi non molto influenzato dalle stagionalità) sulle coste, quindi è molto mite e soleggiato per gran parte dell'anno, con sporadiche piogge che si manifestano maggiormente in autunno e in inverno.

La morfologia di questa isola, poche pianure e diverse alture e promontori, la rende più verdeggiante rispetto ad altre isole delle Canarie.

Tra le alture segnaliamo Roque de los Muchachos (2.423 metri) che si trova nella Caldera de Taburiente (Parco Nazionale) ed ad una altitudine tale per cui spesso al di sopra della quota in cui si formano le nubi; per tale ragione vi è stato costruito un sito ed un osservatorio astronomico di rilevanza mondiale: Gran Telescopio Canarias

Nelle zone interne il clima è caratterizzato da temperature più fresche ed umide man mano che si sale di quota; sui pendii dell’entroterra (caratterizzati da fitti boschi di conifere e altre specie vegetali; anche autoctone) le piogge causate dal condensarsi dei venti alisei che generano anche foschie e annuvolamenti, sono più frequenti ed abbondanti e questo ne determina la loro rigogliosità. 

Le zone costiere dell’isola de La Palma sono ben soleggiate anche durante il periodo invernale, mentre è chiaramente ottimo in estate ed i cieli sono generalmente sereni e tersi.  I fenomeni di pioggia o temporaleschi sulle coste non sono molto frequenti e si manifestano abitualmente nel periodo ottobre / marzo con maggior incidenza nei mesi di novembre e dicembre; le temperature sono molto miti per gran parte dell'anno (media tra i 21 e 22 gradi) con un incremento (26/27º di temperatura media) da luglio a ottobre.

Le giornate di calima, caratterizzate da caldo anomalo e vento debole, in cui predomina l'aria calda di origine africana, sono relativamente rare rispetto alle altre isole delle Canarie, dovuto alla maggiore distanza di La Palma dal continente africano; questo fenomeno è più frequente in primavera e in estate.

 

Consigli per la pianificazione viaggi, vacanze e soggiorni

In funzione sia della pianificazione di un viaggio, una vacanza o per soggiorni di durata media o lunga, bisogna quindi tener in considerazione che le Canarie sono una destinazione da visitare e frequentare, per assaporarne gli aspetti migliori e più interessanti, possibilmente soprattutto durante l'autunno e l'inverno.Iniziando da Novembre (per evitare le basse temperature, le foschie e le nebbie), quindi Dicembre (per essere in loco per le festività di Natale, Capodanno ed Epifania), quindi si passa a Febbraio o Marzo (anche e soprattutto per vivere il magnifico Carnevale di Gran Canaria e/o Tenerife) ed infine per terminare il periodo invernale ed avere un anticipo di primavera.Le Canarie sono chiaramente un'ottima meta anche durante il periodo primaverile ed estivo sia per fuggire da situazioni frequentemente piovose e/o da un caldo torrido per godersene uno più secco e temperato.

Abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione dei nostri visitatori la possibilità di potersi informare ed aggiornare in merito alle condizioni meteo.Tramite dei links diretti alle previsioni meteo fornite da YAHOO, sarà infatti possibile acquisire interessanti informazioni quali le temperature, gli orari di alba e tramonto, il vento, l'umidità ed altro ancora; disponibili anche le previsioni.E' nostra opinione che, come tutte le previsioni e la rilevazione dei vari dati meteo, le informazioni sono da ritenersi indicative e comunque soggette a variazioni.

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Isole Canarie: sole, mare e caldo d'inverno. Consigli per proteggersi dal sole.

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Come già evidenziato il clima delle Canarie è ottimo e questa qualità viene in particolar modo apprezzato da chi vi si reca o soggiorna in autunno ed inverno.

Il ogni caso e in qualsiasi periodo dell’anno alle canarie possono trovare l’habitat adatto quelle persone che cercano una località che possa sempre offrire un caldo sole e la bellezza del mare e poter frequentare le spiagge. 

Il sole è un "amico" e frequente compagno di chi soggiorna alle canarie stabilmente o solo per un viaggio o una vacanza; ma la buona abitudine vuole che l’esposizione al sole sia adeguata come anche idonee devono essere le precauzioni da prendere. L'irraggiamento solare nelle zone vicine all’equatore è più diretto e quindi molto più forte rispetto a quello delle nostre latitudini, questo rende necessario prendere maggiori precauzioni.

Non sono pochi i casi di persone che hanno sottovalutato questo pericolo e quindi poi costretti a passare qualche giorno al riparo e alle prese con forti scottature o, addirittura, con la febbre.
Questi sono gli effetti positivi del sole : aiuta il metabolismo della pelle, tonifica e favorisce il ricambio cellulare, ha un'azione sul sistema immunitario, rinforza lo spessore cutaneo, inibisce l'eccessiva crescita dei germi che vivono sul nostro corpo, irrobustisce l'apparato scheletrico per il suo effetto "antirachitico", e altre note positive.
Senza adottare le adeguate precauzioni però, il sole si trasforma in un temibile nemico, perché può causare eritemi, scottature, invecchiamento precoce della pelle e tumori cutanei, come ad esempio il melanoma.

E’ stata elaborata una classificazione delle diverse carnagioni in funzione del rischio che queste corrono esponendosi ai raggi UV; stiamo parlando dei ' “fototipi”. Questa definizione racchiude, in buona sostanza, un insieme di caratteristiche fisiche quali il colore della pelle, dei capelli e degli occhi. Sapendo il proprio fototipo significa, soprattutto, essere in grado di scegliere il fattore di protezione a noi più adatto come anche il tempo consentito per esporsi in sicurezza ai raggi solari.

- Fototipo I: capelli rossi, occhi chiari. Evitare l'esposizione diretta ai raggi solari e usare creme a fattore di protezione totale.
- Fototipo II: carnagione chiara, quasi lattea, cappelli biondi, occhi chiari. Utilizzare nei primi giorni creme a filtri totali e, in seguito, prodotti con indice di protezione leggermente più basso.
- Fototipo III: carnagione chiara, capelli biondo-castano, occhi nocciola.
Fondamentale utilizzare creme con fattore di protezione elevato nei primi giorni.
- Fototipo IV: carnagione olivastra, capelli bruni, occhi scuri. Nei primi giorni utilizzare un fattore di protezione relativamente alto da diminuire, poi, man mano che la pelle si scurisce.
- Fototipo V: carnagione olivastra, capelli neri, occhi scuri. Il rischio di scottature ed eritemi è basso, ma il fattore di protezione non dovrebbe mai scendere sotto i 10-12.
- Fototipo VI: carnagione nera, capelli neri, occhi neri. Le creme solari servono solo per prevenire i danni provocati dai raggi ultravioletti. Le scottature sono rare.

Per trarre dal sole i massimi benefici limitando al minimo i danni, è consigliabile esporvisi con moderazione ed usare sempre cosmetici protettivi contenenti filtri ad ampio spettro di assorbimento, che garantiscano una buona protezione tanto dagli UV-A che dagli UV-B.
I filtri solari, usati nei cosmetici, sono sostanze in grado di assorbire o schermare le radiazioni UV-A e/o UV-B, in maniera parziale o totale; lasciano invece passare la radiazione visibile e quella infrarossa, responsabile della sensazione di calore che si avverte sotto al sole.
Il fattore di protezione solare (comunemente abbreviato SPF) riportato sull'etichetta dei prodotti solari fornisce l'indicazione del livello di protezione ai raggi UV, senza la comparsa di effetti eritematosi. Questo fattore è espresso da un numero, e viene ricavato empiricamente in laboratorio. In pratica se esponendo la pelle nuda al sole si ha l'ustione in, poniamo, 15 minuti, con un solare a fattore di protezione 8, l'ustione si presenta dopo due ore (15 minuti x 8).
Oggi ci sono a disposizione anche integratori alimentari a base di beta-carotene: occorre che questa sostanza si accumuli nel derma per poter essere efficace, quindi gli integratori vanno assunti a partire da almeno 2-3 settimane prima dell'esposizione solare. Il carotene funziona come un antiossidante, e si oppone in questo modo ai danni causati dai radicali liberi generati nella cute dai raggi ultravioletti. Bisogna comunque tenere ben presente che i carotenoidi non sostituiscono i filtri solari, che devono essere sempre applicati nell'esposizione al sole, ma ne coadiuvano l'azione, provvedendo a fornire una protezione addizionale, soprattutto a quelle persone che necessitano di prodotti con fattori di protezione molto elevati.

Le regole chiave per una corretta esposizione al sole diventano più che mai importati in zone come le Maldive, dove l'irraggiamento solare è estremamente elevato, a causa sia della latitudine, che fa sì che i raggi solari siano più intensi, perché più perpendicolari alla superficie terrestre, sia del fatto che per tutta la giornata si è esposti al riverbero delle radiazioni sulla superficie del mare e della sabbia corallina circostanti.

In particolare è bene sapere che:

- Occorrono dalle 24 alle 72 ore prima che la melanina inizi a formarsi. Pertanto durante questo periodo l'esposizione al sole è particolarmente pericolosa per l'elevato rischio di scottature ed eritemi.
Occorre utilizzare solo creme con fattore di protezione elevato (almeno 15) o anche totale. E' infatti possibile abbronzarsi anche usando uno schermo totale. La tintarella, in questo caso, comparirà più gradualmente e sarà meno intensa, ma al termine della vacanza risulterà più uniforme e duratura.
Il fattore di protezione potrà essere lentamente diminuito durante la vacanza, anche in relazione al proprio fototipo.
- Non esporsi direttamente ai raggi solari nel periodo compreso tra le 12.00 e le 14.00, perché è in questa fascia oraria che si verifica il 50% delle emissioni totali di UVB. Inoltre aumentare le ore di esposizione al sole in maniera graduale durante i primi giorni.
- Ricordare che i raggi UV passano anche attraverso le nuvole, quindi proteggersi anche nei giorni di cielo coperto. Questi sono infatti i più insidiosi, perché la pelle può assorbire grandi quantità di raggi UV senza che compaia quella sensazione di calore che normalmente precede la comparsa di danni più severi.
- Applicare la protezione con frequenza, ogni 2 ore circa, perché il sudore, il vento e i bagni in mare diminuiscono l'azione del prodotto.
- Per allontanare gli effetti spiacevoli degli infrarossi bisogna evitare il più possibile il surriscaldamento della cute durante l'esposizione al sole. A questo scopo sono utili frequenti bagni o docce o semplicemente spruzzarsi d'acqua fredda, per abbassare di qualche grado la temperatura. In questo caso, però, si deve procedere ad una nuova applicazione della lozione o crema protettiva.
- Avere l'accortezza di indossare una t-shirt di cotone per lo snorkeling, specialmente durante i primi giorni, in quanto le spalle che restano bagnate a pelo d'acqua sono ad altissimo rischio di scottature, e anche in questo caso il calore che precede la loro comparsa non viene avvertito. Per lo stesso motivo applicare una protezione a schermo totale sulla parteci, che hanno un effetto fotosensibilizzante (vedi elenco in calce), pena il presentarsi di macchie o altre reazioni.

L'ustione solare

L'ustione solare è una infiammazione della pelle provocata da una eccessiva esposizione alla luce del sole (ma anche alla luce di lampade abbronzanti).
I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle (o eritema), che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre, mal di testa.
Si va incontro a disidratazione: per questo occorre bere abbondantemente. La guarigione avviene in un periodo variabile dai 3 ai 20 giorni, a seconda della gravità dell'ustione.

Cosa fare?

- Evitare l'ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando l'eritema non si sia risolto.
- Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore. Utilizzare successivamente creme emollienti ed idratanti.
- Se l'infiammazione della pelle è notevole, applicare una crema contenente idrocortisone allo 0,5%; se la superficie ustionata è estesa, è meglio utilizzare questo farmaco dopo un parere medico. È sconsigliato l'uso di antistaminici sotto forma di creme, poiché possono dar luogo a reazioni tossiche per esposizione alla luce solare.
- Se il dolore è molto intenso si può far ricorso a semplici analgesici per via orale a base ad esempio di paracetamolo (es. Tachipirina) o ibuprofene (es. Moment).
- In caso di ustioni con comparsa di bolle molto estese e profonde occorre consultare un medico, perché la cute va accuratamente disinfettata e fasciata, per evitare di incorrere in pericolosissime infezioni e favorire la miglior guarigione possibile anche dal punto di vista estetico.
- Bere molti liquidi.

Per i bambini, qualche precauzione in più

Il sole è un preziosissimo alleato per la salute e il benessere del piccolo, a patto però che il bambino sia sempre adeguatamente protetto. I bambini, infatti, sono molto più esposti ai danni delle radiazioni solari, sia perché la loro epidermide è molto più sottile, sia perché i recettori termici, che negli adulti sono responsabili della percezione del calore e quindi funzionano come 'campanello d'allarme', non sono ancora del tutto maturi. Inoltre, un bambino molto piccolo, che ancora non cammina, non sarà in grado di sottrarsi da solo alle radiazioni solari, e la sua cura è totalmente affidata ai genitori.
Non tutte le formulazioni dei prodotti solari inoltre sono ugualmente adatte ai più piccoli. I solari sotto forma di olio hanno per lo più fattori di protezione molto bassi e sono quindi sconsigliati per i bambini, che hanno la pelle chiara e delicata. Sì al latte, particolarmente adatto al corpo in quanto più facile da stendere. Le formule in gel hanno un immediato effetto refrigerante e assorbono rapidamente. Per questo rappresentano la scelta ideale se il bimbo non sopporta solari che richiedono un massaggio prolungato. Le emulsioni-spray hanno una consistenza acquosa: donano quindi sollievo alla pelle accaldata, ma evaporano rapidamente e quindi non garantiscono la protezione migliore. Sono perfetti, invece, i solari in crema, che danno vita ad un vero e proprio schermo protettivo.
Per i bambini è meglio scegliere solari con fattore di protezione molto elevato, meglio se a schermo totale, per poi scendere con estrema gradualità, ma mai al di sotto di un fattore 15. Il prodotto scelto deve ovviamente contenere filtri efficaci nei confronti sia dei raggi UVA sia delle radiazioni UVB. Caratteristica che può essere verificata leggendo attentamente l'etichetta.
La tentazione, soprattutto i primi giorni di esposizione del bimbo, sarebbe applicare uno strato molto spesso di prodotto, per garantire alla sua pelle chiara la giusta protezione. In realtà lasciando uno strato troppo ricco di crema non si consente alla pelle di "respirare": il sudore non evapora e l'epidermide "brucia". Ma anche fare assorbire la crema protettiva completamente è rischioso: massaggiandolo molto, il prodotto può perdere di efficacia perché se ne assottiglia lo strato sulla pelle

Il decalogo per un sole più sicuro per i piccoli

  1) Non lasciare mai al sole diretto i neonati fino a 6 mesi d'età, e coprire sempre la testa con un cappellino di cotone.
  2) Per ovviare alle maggiori perdite di liquidi, offrire al bambino un'alimentazione più ricca di quest'ultimi: acqua, frullati, succhi, omogeneizzati alla frutta
  3) Esporre il bimbo al sole solo nelle ore del primo mattino e del tardo pomeriggio.
  4) Non dimenticare di proteggere gli occhi, perché i raggi solari posso danneggiare la retina. Adottare quindi un cappellino con visiera se il bimbo è molto piccolo, e poi occhialini da sole.
  5) Ripetere l'applicazione della crema solare molto spesso, specie se il bambino entra ed esce dall'acqua.
  6) Preferire indumenti in fibra naturale, che non irrita la pelle e assorbe il sudore, e di colore chiaro per respingere i raggi solari. Gli indumenti, come maglietta e cappellino, sono particolarmente importanti quanto più il bimbo è piccolo, e andrebbero fatti indossare sempre nelle ore più calde della giornata.
  7) Evitare che il bambino passi troppo tempo continuamente sotto al sole, ma invitarlo a mettersi spesso all'ombra.
  8) Ai primi segni di arrossamento e di irritazione solare, coprire le parti colpite ed evitare ulteriori esposizioni al sole fino alla loro normalizzazione.
  9) Alla fine di ogni giornata, dopo la doccia o il bagnetto, applicare anche sulla cute dei più piccoli creme e prodotti emollienti e idratanti.
10) In caso di colpo di calore farlo sdraiare in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi. Se il bimbo si scottasse o addirittura presentasse febbre, portarlo subito dal medico.

Fotosensibilizzazione da farmaci

Particolari farmaci possono provocare disturbi alla pelle quando, dopo averli assunti per bocca o applicati direttamente sulla cute, ci si espone alla luce del sole. Si parla, in questi casi, di reazioni di fotosensibilità. Lo stesso farmaco non produce invece reazioni in assenza di esposizione alla luce del sole.
Il rischio è quello di una grave ustione solare. Occorre rivolgersi al medico qualora si debba interrompere l'assunzione del farmaco, essendo possibile un aggravamento della malattia per la quale lo stesso veniva assunto. In genere è preferibile continuare l'assunzione del farmaco e proteggersi molto accuratamente dai raggi del sole.
I farmaci che sono più spesso responsabili di queste reazioni sono:
- alcuni antibiotici (farmaci utilizzati per curare le infezioni, come per esempio quelli del gruppo delle "tetracicline"), e certi farmaci usati per curare infezioni delle vie urinarie;
- alcuni diuretici (farmaci utilizzati per aumentare la produzione di urina e per abbassare la pressione);
- alcuni farmaci antidiabetici da assumere per bocca (non l'insulina);
- alcuni farmaci usati per malattie del sistema nervoso o come antiallergici, chiamate in generale "fenotiazine";
- alcuni farmaci utilizzati per i disturbi del ritmo del cuore (in particolare quelli contenenti una sostanza chiamata amiodarone);
- alcuni farmaci usati come "antireumatici";
- la pillola anticoncezionale;
- le lozioni contenenti olio di bergamotto, di limone o di lavanda.

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